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La storia della moda: perché imitiamo gli influencer?

La storia della moda è un racconto fatto di fascino e influenze. Un fenomeno concreto ma anche intangibile, che richiama i desideri del corpo e della mente. Rivela le capacità produttive e commerciali di un paese, ma soprattutto crea nuovi modi di fare cultura. All’interno della storia della moda, e della sua nascita, si esplicano le relazioni di genere, le logiche di potere economico, il gusto e la creatività di uomini e donne.

La storia della moda e della sua influenza sulla società affonda le sue radici nella complessa intersezione di fattori storici, culturali ed economici. Nel corso dei secoli, la moda è stata più di un semplice mezzo di espressione individuale. È stata una forza trainante di cambiamento sociale e un riflesso degli sviluppi più ampi della società.

La storia della moda: tra coesione e distinzione

L’inizio del fenomeno lo si può collocare proprio nel periodo medievale. Quando inizia a diffondersi la moda di corte, ma come fenomeno sociale si sviluppa sempre di più nel periodo capitalista. La moda dunque è un prodotto della società moderna e persino post moderna, che spinge a creare non solo novità ma un’inesauribile sete di bisogni e di continua differenziazione.

Molti sociologi nel corso del tempo hanno analizzato questo fenomeno. Per Simmel, ad esempio, la moda serve a compattare una data classe ed a separarla dalle altre. Essa produce da un lato la coesione attraverso l’imitazione di quanti si trovano allo stesso livello sociale, dall’altro, l’esclusione e la differenziazione di un gruppo nei confronti di altri. Secondo l’autore, la moda fornisce periodicamente i simboli di appartenenza ad una cerchia sociale e non ad un’altra. La moda, dunque, avrebbe la «doppia funzione di comprendere in sé una cerchia e nello stesso tempo di separarla dalle altre» (Simmel). Non vi sembra familiare? Possiamo dire che, nella storia della moda, questo fenomeno era vero tanto nel Medioevo quanto al giorno d’oggi.

All’interno di tali cerchie, il meccanismo che ci ritroviamo ad osservare sarebbe quello dell’imitazione, al fine di raggiungere una similitudine tra i suoi componenti ed una differenza evidente rispetto a coloro che non sono invece parte del gruppo (Daher 2010: 432). Quindi la moda è elemento sia di distinzione che di identificazione del gruppo. Nella misura in cui rappresenta una forma di chiusura verso gruppi esterni, attraverso una selezione dei segni di riconoscimento che permettono di identificarsi sempre più con i membri del gruppo di appartenenza.

Si arriva poi a un punto in cui le classi inferiori cominciano ad appropriarsi di tali simboli, superando i confini imposti dalle classi superiori e spezzando l’unità della loro reciproca appartenenza così simbolizzata. Di conseguenza, le classi superiori si volgono da questa moda ad un’altra. Con la quale si differenziano nuovamente dalle grandi masse e il gioco può ricominciare [Simmel 1911, tr. it. 1998: 21].

Moda Social

Al giorno d’oggi, un grandissimo peso nell’influenza della moda nella società lo hanno i mass media, come la televisione o il cinema. Ma un grande peso ora lo hanno i social network. È sempre più evidente il fenomeno di come i moderni social impartiscano gusti e stili di vita, ma anche dettami di un certo tipo di prototipo estetico, e quindi anche di abbigliamento. Come ad esempio la famosa Kim Kardashian che ha lanciato la moda di indossare pantaloni super aderenti quasi come se fossero calze. O Justin Bieber, che ha indossato la famosa ciabatta con il calzino, creando un nuovo modo di indossare le classiche ciabatte.

Checché se ne dica, anche gli influecer hanno fatto la storia della moda. Ci sono tipi di abbigliamento che prima veniva considerato come “immettibile” con il tempo diventa un qualcosa da indossare. Questo proprio grazie all’influenza nella società che hanno determinati personaggi famosi sui social. L’emulazione di queste nuove mode è un fenomeno sempre più diffuso, soprattutto da parte dei più giovani che sono sempre più insicuri. Attraverso numerosi studi è emerso che chi indossa un certo tipo di abbigliamento si sente più forte e acquisisce più sicurezza. Quindi è evidente di come la moda sia sempre più importante per un certo tipo di benessere psicologico.

Un altro aspetto cruciale nella storia della moda è l’ascesa della sostenibilità. Con una crescente consapevolezza ambientale, i consumatori sono sempre più attenti all’impatto ecologico dell’industria della moda. Marchi e designer stanno rispondendo a questa crescente domanda con iniziative orientate alla sostenibilità, utilizzando tessuti sostenibili e pratiche produttive eco-friendly.

Il Made in Italy

Se si parla di storia della moda, non si può non parlare di Made in Italy. Da tempo l’Italia è decantata come patria di cultura e arte, ma soprattutto anche come capitale della moda. Questa non solo è il tratto distintivo dello stile e dell’eleganza del Paese, ma costituisce un’importante attrattiva per il turismo internazionale, al pari dell’arte, dei monumenti e della gastronomia. Il settore tessile, che comprende abbigliamento, pelletteria e calzature, è un motore economico importante. L’alta qualità dei prodotti italiani ha fatto sì che essi siano diffusi e richiesti in ogni angolo del globo.

Non a caso, Milano, con il suo “Quadrilatero della Moda, è diventata punto fondamentale delle presentazioni durante la settimana della moda, mentre Roma è famosa per l’haute couture con eventi come AltaRoma. Firenze, città piena di arte e cultura, ha anche una storia importante nel campo della moda, in particolare per quanto riguarda la pelletteria e gli accessori. L’evento “Pitti Immagine” attira ogni anno migliaia di appassionati e professionisti, mantenendo viva una tradizione iniziata nel lontano 1951. Ma anche altre città italiane sono conosciute come luoghi di produzioni stilistiche.

È impossibile non citare boutiques come Marinella a Napoli, conosciuta per la produzione di cravatte esportate in tutto il mondo, o Finollo a Genova, conosciuta per la produzione di camicie. Gli stilisti italiani, tra cui figure iconiche come Giorgio Armani e Gianni Versace, hanno cambiato le regole della moda, ispirandosi proprio alle origini culturali del nostro paese. Eventi e nomi entrati in tutto e per tutto nella storia della moda globale. Questo connubio tra moda e identità culturale ha portato il Made in Italy ad essere un brand dal valore illimitato.

Ma, al di là dei grandi nomi, ciò che fa davvero crescere il successo della moda italiana sono le Piccole e Medie Imprese.

La storia della moda in Italia è fatta di famiglia

Con una gestione a livello familiare, queste aziende portano in alto il concetto del “Family business” italiano. Un’unione perfetta tra tradizioni familiari, patrimonio culturale e imprenditorialità. È anche merito loro che, con il passare degli anni, le maison italiane hanno dimostrato di sapersi sempre adattare alle esigenze dei propri clienti. Variando la loro offerta da abbigliamento a calzature, passando per borse, accessori e profumi. Realizzati con materie prime italiane e prodotti locali.

Questo ha fatto sì che si decretasse il successo delle nostre aziende e la crescente domanda mondiale ha fatto sì che i marchi italiani fossero sempre più rinomati e pronti a prosperare, non solo nei mercati storici ma anche in quelli in via di sviluppo. È ormai noto e motivo di orgoglio vedere le strade commerciali di metropoli come New York o Tokyo far brillare sotto i nomi prestigiosi del Made in Italy. Tra i quali spiccano Dolce e Gabbana, Armani, Versace e molti altri. A livello mondiale, il Made in Italy è da sempre conosciuto come sinonimo di eleganza e originalità, e l’artigianalità italiana, con la sua attenzione ai dettagli e la premura per la qualità, manifesta una fusione perfetta tra tradizione secolare e innovazione.

La storia della moda continua, in questa nuova era che vede espandere il rapporto tra tecnologia e moda.

la storia della moda

 

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