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Il limite dei 30 km/h: soluzione utile o superflua?

Bologna è la prima grande città in Italia ad aver introdotto nelle proprie strade il limite di velocità di 30 km/h. Una decisione audace che, sebbene accolta da molti, ha suscitato dibattiti e controversie riguardo ai suoi benefici e alle sue possibili conseguenze.

In questo articolo analizzeremo il perché dell’introduzione di questa legge. I rispettivi pro e contro, introducendo le nuove direzioni di quest’ultima e la sua possibile erogazione sul territorio.

Benefici della legge in vigore

Secondo le parole del sindaco del capoluogo emiliano, tale Matteo Lepore, la legge da poco introdotta vedrebbe “Una rivoluzione per migliorare la qualità della vita di tutti e il modo in cui viviamo lo spazio pubblico, che farà di Bologna una città più sicura, sostenibile e a misura di bambini, famiglie, anziani. Con l’obiettivo di avere zero morti sulle strade”.

Anche il sito ufficiale del comune di Bologna, dedicato all’attuazione dei limiti di 30 km/h, prende l’iniziativa, enunciando che: “La delibera, che dà attuazione ai piani internazionali, europei, nazionali e locali per la sicurezza stradale, prevede che i 30 km/h diventino di fatto la normalità sulle strade urbane, rendendo anche più semplice il passaggio a uno stile di guida a velocità costante e uniforme, e che solo alcune strade della città, con particolari caratteristiche, rimangano ai 50 km/h”.

Si rende dunque chiaro come riducendo la velocità massima consentita, si riducano anche le probabilità di incidenti gravi e fatali, proteggendo pedoni, ciclisti e automobilisti. Inoltre un limite più basso, incoraggerebbe l’uso di mezzi alternativi al trasporto privato, quali ad esempio la bicicletta o i mezzi pubblici, riducendo così l’inquinamento atmosferico e migliorando la qualità dell’aria.

Altro fattore importante, è sicuramente la riduzione del rumore e la percezione di pericolo delle strade, in quanto permetterebbe alle comunità locali di godere di spazi urbani più piacevoli e accoglienti, favorendo la socializzazione e l’attività all’aperto.
Il progetto, in vigore dal 16 Gennaio 2024,  prevede che i 30 km/h diventino legge sul 70% delle strade, del centro abitato, arrivando sino al 90% considerando anche le zone all’interno del perimetro tangenziale/autostrade e le zone residenziali esterne di Borgo Panigale-Reno, Navile e San Donato-San Vitale.

Quando e da chi è nata la legge?

La definizione dell’area 30 km/h è realizzata dal comune in collaborazione con Polinomia, società di ingegneria dei trasporti e matematica applicata, in seguito a una analisi statistica su flussi di traffico e incidentalità.

I lavori, introdotti in data 1° Luglio 2023,  vedono l’installazione di segnaletiche orizzontali e verticali su buona parte delle strade, mentre le varie ordinanze sono in vigore a partire dal 16 gennaio dell’anno vigente. Nella realizzazione del progetto, verranno sostituiti più di 500 cartelli stradali e, nonostante non siano obbligatori per legge, circa 300 bolloni su strada, a ricordare agli automobilisti i nuovi limiti di velocità.

La fase di installazione dei primi stendardi è in vigore, sia in direzione della periferia che per il centro città, già dal 27 Dicembre 2023. Nonostante ciò, il limite dei 50 km/h precedentemente in vigore, rimane su un centinaio di strade, piazze e rotonde.
La lista completa delle strade con limite a 50 km/h è disponibile sul sito ufficiale di Bologna Città 30.

Anche l’urbanistica stradale cambia. Infatti, in contemporanea all’aggiunta dei nuovi segnali, sono stati messi in opera una serie di lavori per aumentare la sicurezza stradale, come: il rifacimento delle banchine, gli interventi di promozione sulla sicurezza alla guida,  e il completamento della riqualificazione di diversi incroci.

E per quanto riguarda le infrazioni?

In materia di infrazioni e relative multe, il Codice della strada parla chiaro: il margine di tolleranza è di 5 km/h, mentre le sanzioni partiranno al superamento dei 36 km/h con i seguenti importi: 29,40 euro per chi supera il limite fino a 10 km/h. In caso di pagamento successivo a 5 giorni dalla notifica, si sale a 42, e 86,5 euro oltre i 60 giorni; 121,10 euro e 3 punti della patente, per superamento compreso tra gli 11 km/h e i 40 km/h, mentre  si sale sui 173 euro oltre i 5 giorni dalla notifica, 347 dal 61° giorno;
543 euro, 6 punti e sospensione della patente da uno a tre mesi, per superamento del limite compreso tra 41 e 60 km/h; e infine 845 euro, 10 punti e sospensione della patente da 6 a 12 mesi per velocità superiori di 60 km/h in più rispetto al limite.

I potenziali contro 

Per quanto riguarda le difficoltà, un cambiamento così improvviso della mobilità stradale potrebbe comportare un significativo aumento dei tempi di viaggio, sopratutto alle ore di punta. Inoltre, il limite più basso potrebbe scoraggiare possibili clienti o turisti dal frequentare i centri urbani, influenzando così l’economia locale. Infine, l’applicazione efficace del nuovo limite potrebbe richiedere più risorse per la sorveglianza e l’attuazione delle sanzioni.

In relazione a quanto analizzato poc’anzi, l’introduzione dei nuovi limiti di velocità, non destabilizza soltanto il panorama bolognese, quanto piuttosto l’intera organizzazione di diverse città atte all’introduzione del nuovo limite stradale. Ad esempio, sulla scia della “svolta urbanistica” emiliana, il Comune di Napoli approva il limite di velocità di 30 km/h, facendo di contro discutere riguardo la recente scelta.

A Napoli di fatti, è già presente un limite di 40 Km/h, ma dagli studi effettuati emerge che la velocità media delle auto è comunque superiore rispetto ad altre città italiane. Per quanto riguarda gli autovelox, l’Assessore alle Infrastrutture, Edoardo Cosenza, ha commentato: “Stiamo facendo un approfondimento su dove metterli, ovvero lo studio è su tutte le strade. A partire da quelle più lunghe che proprio per questo motivo hanno un rapporto di incidenti più elevato”. Per poterli installare, ad oggi serve l’autorizzazione da parte del Ministero dei trasporti. L’amministrazione vara l’ipotesi di porli in punti strategici dove le auto vanno più veloci, come via Marina e corso Vittorio Emanuele.

Legge sui 30 km: ultime considerazioni

Nonostante i pareri discordanti, la soluzione per la sicurezza stradale potrebbe avere un riscontro positivo, in quanto permetterebbe maggiori misure cautelari al fine di evitare incidenti. L’uso “intelligente” di questi sistemi andrebbe valutato anche in merito ai costi e alla sostenibilità, componenti fondamentali per una corretta gestione di un panorama urbano, improntato ad un futuro sì “inatteso” ma anche sicuro.

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