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Noleggio monopattini: Parigi dice basta ma il paese è diviso

Noleggio monopattini: la questione relativa alla sicurezza e al loro eventuale abuso non riguarda solo le grandi città italiane, ma crea spesso caos e problemi anche all’estero.

A Parigi, ad esempio, il 2 aprile scorso è stato indetto un referendum per decidere la sorte dei quindicimila mezzi in sharing che invadono strade e marciapiedi. I parigini hanno votato e hanno scelto: basta al noleggio monopattini in città.

Il referendum è stato annunciato dal sindaco della capitale transalpina, Anne Hidalgo, sulle colonne del quotidiano Le Parisien, tramite il quale si è dichiarata favorevole alla messa al bando dei monopattini, pur consapevole che si tratti di una scelta estremamente divisiva. Di opinione differente era, invece, il ministro dei Trasporti francese Clement Beaune. Questi intendeva risolvere la sempre più caotica situazione parigina con un nuovo codice della strada.

Il paese diviso sull’uso e sul noleggio monopattini

Ovviamente la spaccatura non riguarda solo politici e amministratori, ma tange soprattutto l’opinione pubblica e i parigini stessi. Le statistiche parlano di un notevole incremento degli incidenti stradali aventi come protagonisti monopattini nell’ultimo biennio, tra le cui vittime troviamo anche Miriam, la 31enne toscana travolta e uccisa da due ragazze a bordo di un monopattino elettrico nel giugno 2021. Se da una parte una forte fetta della popolazione, in Francia così come in Italia e in buona parte dell’Occidente, li ritiene una valida alternativa a emissioni zero ad auto private e mezzi pubblici, una buona parte di abitanti della città colpite dalla crescita esponenziale dei monopattini degli ultimi anni crede che, nonostante l’apprezzabile scelta green, il problema sia causato da coloro che li guidano, spesso incapaci di osservare il codice della strada: è purtroppo la normalità, infatti, vedere monopattini sfrecciare sui marciapiedi o abbandonati nei parchi pubblici.

I tre operatori per il noleggio monopattini a Parigi

Sono tre gli operatori di sharing attivi nella capitale francese, Tier, Dott e Lime, con cinquemila mezzi ciascuno. Il loro contratto con la capitale è scaduto il 23 marzo 2023. Fino al referendum erano fortemente interessati a rinnovarlo e non solo per il vasto mercato che Parigi offriva. Facciamo riferimento ai Giochi Olimpici della prossima estate che si terranno proprio all’ombra della Torre Eiffel. Questi avrebbero garantito certamente una nuova ondata di turisti e di sicuri fruitori del servizio di noleggio. Comunque sia i parigini hanno deciso e dal 1° settembre 2023 le tre società dovranno prendere atto di questa scelta.

Già nello scorso settembre, comunque, il comune aveva avvisato i tre operatori dell’intenzione di non rinnovare le licenze se non fossero riusciti a limitare le infrazioni commesse dai noleggiatori. Per tentare di fare ciò, i tre operatori proposero la dotazione di targhe ai monopattini in modo da rintracciare più facilmente i clienti spericolati che corrono sui marciapiedi o viaggiano in coppia su un solo mezzo. Ovviamente, questa proposta non è mai divenuta realtà ed ecco, quindi, il referendum indetto per il mese di aprile e la successiva decisione allo stop.

Il problema del voto

Per votare, però, non era sufficiente essere residente a Parigi. Bisognava infatti iscriversi a degli albi entro una data prestabilita, ossia a un mese dall’effettivo referendum. Scelta, anche questa, che ha fatto scaldare gli animi e non poco. Ad aggiungere ulteriore pepe alla discussione che in quei giorni ha animato la Francia è stata la scelta di Lime nel tentare di veicolare i voti.

Operatore nello sharing dei monopattini elettrici presente anche in diverse città italiane, decise di offrire viaggi gratis sui propri mezzi agli utenti che si registravano negli appositi registri per partecipare al referendum per votare a favore della presenza dei monopattini elettrici in città. Tutti gli iscritti alla piattaforma della società, infatti hanno ricevuto una mail. Con la quale Lime ha chiesto il loro sostegno e, in cambio, avrebbero avuto dei particolari buoni dal valore di pochi euro.

Nulla di illegale né contro i regolamenti del referendum cittadino. Ma, come sottolineato da alcuni membri della maggioranza della Hidalgo, forse questo metodo per comprare gli elettori non è stato del tutto etico. La decisione presa dai parigini, comunque, avrà sicuramente delle importanti ricadute anche sulla giurisdizione dei monopattini elettrici anche nelle altre grandi città europee. Soprattutto italiane.

 

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