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Videogiochi inclusivi: come possono aiutare i disabili

Videogiochi inclusivi: l’accessibilità per tutti nel settore videoludico

I videogiochi inclusivi nascono e implementano opzioni di accessibilità per rendere l’esperienza di gioco più fruibile, immediata e godibile. Abbattono le barriere, quelle che la vita reale tiene ancora in piedi.

L’accessibilità e l’inclusività, per il settore videoludico, sono due elementi ormai di fondamentale importanza. Il settore, che ormai produce oltre 200 miliardi di dollari di fatturato l’anno, si preoccupa di tutti gli utenti. In Italia i videogiocatori sono circa 14 milioni per un fatturato di 22 miliardi. I più giocati sono Gta, Pokémon Go e Fifa, mentre i più venduti sono sono Fifa 23 (Electronic Arts), Call of Duty: Modern (Activision Blizzard) Warfare II, Fifa 22 (Electronic Arts), GTA V (Rockstar Games). Ma quali di questi sono veramente accessibili e inclusivi? In che modo per i disabili possono essere una risorsa?

La realtà virtuale, che spesso viene ritenuta alienante per i ragazzini, quindi negativa rispetto al loro approccio con la vita reale, per le persone con disabilità è una risorsa. La BBC, ad esempio, racconta la storia di Seth, un ragazzino di 13 anni che dalla nascita ha una malattia progressiva che lo ha costretto alla sedia a rotelle. Seth ama giocare online perché attraverso i videogiochi riesce a interagire con le persone, sentendosi alla pari. L’ospedale pediatrico nel sud del Galles, dove Seth è in cura per la sua distrofia muscolare di Duchenne, dispone di una sala giochi dove il ragazzo può rifugiarsi per ritrovarsi e vivere nel suo mondo virtuale. “Su una sedia a rotelle non posso correre in giro con tutti, ma quando gioco a Mincraft posso farlo ed è davvero divertente”, ha rivelato Seth durante l’intervista rilasciata all’ente radiofonico e televisivo inglese.

Come lui tanti altri, con patologie anche cognitive, che attraverso i videogiochi e la realtà virtuale riescono a migliorare e sviluppare nuove abilità, combattendo, per quanto possibile, le disabilità di cui sono affetti. In che modo? Molte aziende sviluppatrici di videogiochi, ad esempio, si impegnano per rendere i loro prodotti accessibili e inclusivi, aggiungendo opzioni per regolare le difficoltà di gioco, la velocità di risposta dei comandi, la dimensione del testo e la configurazione.

Videogiochi inclusivi: accessibilità e realtà virtuale. Un ragazzo che gioca.

Tutte opzioni che possono contribuire all’utilizzo dei dispositivi e dei prodotti per persone con qualsiasi tipo di disabilità. Inoltre alcune aziende hanno progettato dei controller speciali proprio per persone con disabilità. Questi dispositivi variano: possono avere pulsanti di diverse dimensioni, hanno levette analogiche più sensibili, oppure esistono controller con supporto vocale affinché tutti possano vivere appieno la propria esperienza di gioco. Esistono perfino giochi progettati per persone con disabilità, che possono offrire esperienze immersive e terapeutiche. Questi videogiochi possono quindi essere utilizzati per la riabilitazione, oltre che per il divertimento.

Videogiochi inclusivi: il caso di The Last of US Part II

Al primo posto nella classifica dei videogiochi più accessibili e inclusivi troviamo The Last of Us Part II. Il gioco, uscito nel 2020, ha segnato la svolta per i giocatori con disabilità. “Non sono riuscito a smettere di piangere per 10 minuti buoni. Era come se tutto ciò per cui avevo lavorato negli ultimi cinque anni, i miei sforzi con la consulenza sulla disabilità e la promozione di una maggiore accessibilità nei giochi, alla fine fossero stati ripagati”, ha rivelato commosso il giocatore cieco Steve Saylor che da anni lavora per contribuire allo sviluppo di opzioni accessibili nei giochi.

Quando Steve ha ricevuto la copia del gioco non sapeva cosa aspettarsi, ha acceso la videocamera per registrare la reazione in un video pubblicato sul suo canale YouTube dedicato alla recensione dei giochi. Sono bastati pochi secondi per registrare le lacrime di commozione del content creator. Alla Cnn Steve ha spiegato che si aspettava di registrare un momento emozionante che mostrasse la prima volta che riusciva a giocare con tutte le impostazioni di accessibilità, ma nel momento in cui ha avviato il gioco non è riuscito a contenere l’emozione.

The Last of Us Part II è dotato di una sintesi vocale che legge ogni singola opzione di accessibilità. “Ad essere onesti, le porte si sono semplicemente aperte”, ha concluso Saylor nell’intervista rilasciata all’emittente americana. Il gioco d’azione e d’avventura che consiste nell’eludere o uccidere zombie, cannibali e umani, presenta oltre 60 impostazioni di accessibilità per persone con disabilità visive, uditive e motorie.

I giocatori con disabilità motorie o fisiche, ad esempio, possono personalizzare tutti i controlli e attivare segnali che li indirizzeranno verso la strada da seguire e attivare l’opzione per tenere premuti i tasti invece di doverli premere ripetutamente. I non udenti invece possono usufruire di sottotitoli che coprono i dialoghi e le azioni di combattimento. Possono inoltre impostare la vibrazione del controller per alcuni eventi e disattivare o attivare dei suggerimenti per scovare i nemici o schivare i combattimenti. Infine per i non vedenti, oltre alla sintesi vocale completa per ogni azione e ogni impostazione, è possibile attivare segnali audio che servono a indicare eventuali ostacoli da scavalcare o oggetti da raccogliere.

Videogiochi inclusivi: l’accessibilità negli altri titoli

The Last of Us Part II non è l’unico gioco che offre opzioni di accessibilità per rendere il gioco più inclusivo. Ne esistono altri, anche molto noti che consentono ai giocatori con disabilità di vivere adeguatamente la propria esperienza di gioco. Tra questi, ad esempio, Mincraft, il gioco di strategia amato da persone di tutte le età che consiste nel costruire e creare diverse realtà con blocchi in 3D. Meno noti, ma non meno importanti, invece alcuni audiogiochi come “A Blind Legend” e “Audio Defense: Zombie Arena”. Questi si basano principalmente sui suoni, sulla musica e sulla narrativa audio e sono pienamente accessibili per i ciechi. “Blind Legend” è inoltre un simulatore di vita quotidiana che consente ai giocatori di vivere la vita di un personaggio non vedente, esplorando ambienti e risolvendo sfide tramite comandi vocali.

Videogiochi inclusivi: un ragazzo gioca a Mincraft

Esistono anche giochi di avventura testuale, come “Choice of the Dragon” e “Choice of Robots”, che si concentrano sulla narrazione e consentono ai giocatori di modificare la storia attraverso il testo e ricevere risposte vocali o audio.

L’accessibilità infine è ampia anche nei giochi di carte, in quelli da tavolo o quelli musicali, che consentono di interagire con la musica attraverso movimenti e suoni.

Videogiochi inclusivi: pro e contro per le persone con disabilità

I videogiochi sono sicuramente una risorsa per le persone con disabilità perché abbattono molte barriere, soprattutto quelle sociali. Giocare online significa avere la possibilità di costruire una rete di amicizie a prescindere dalle barriere che la disabilità pone in essere. Inoltre molti videogiochi stanno implementando opzioni di accessibilità e inserendo nell’esperienza di gioco personaggi con disabilità per promuovere l’uguaglianza e una maggiore rappresentazione e consapevolezza di questa categoria. Oltre ad essere un’opportunità di svago e d’intrattenimento, un momento di socialità, alcuni videogiochi sono stati sviluppati per scopi terapeutici e di riabilitazione. I giochi di realtà virtuale, ad esempio, possono utili per persone con disabilità motorie, mentre i giochi come puzzle o giochi di strategia possono contribuire allo stimolo di abilità cognitive.

Tra gli aspetti negativi invece troviamo ancora molte barriere di accesso. Sono ancora molti i videogiochi che presentano comandi complessi o assenza di opzioni di accessibilità, rovinando così l’esperienza di gioco a persone con un certo tipo di disabilità. Altri giochi invece possono rappresentare e alimentare stereotipi negativi o rappresentazioni poco accurate di persone con disabilità, contribuendo alla loro stigmatizzazione. Inoltre i videogiochi, come tutto quello che concerne l’ambito videoludico, possono creare dipendenza e, se non utilizzati con moderazione, possono avere effetti negativi sulla salute fisica e mentale.

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